PETIZIONE POPOLARE
contro la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina
per un reale sviluppo della Sicilia.
Formato Word
Formato PDF
SPEDIRE A: Messina Senza Ponte, Casella Postale 199, 98100 MESSINA
1. Motivazioni della Petizione
1. Dal punto di vista economico/finanziario il costo totale dell'opera supera 5 miliardi
di Euro (10.000 miliardi di lire) cui vanno a sommarsi i 200 miliardi già spesi per gli studi
di progettazione e di fattibilità. Tale costo rischia un'ulteriore lievitazione (carattere
sperimentale del progetto stesso, appalti e subappalti con relativo rischio di tangenti)
tutto ciò senza tener conto dell'impatto ambientale, paesaggistico e naturalistico (costi
non internalizzati nel preventivo dell'opera).
Nella previsione di una partecipazione pubblico-privata all'impresa,
il recupero di tali costi avverrebbe at-traverso il pedaggio di attraversamento.
Nell'ipotesi più ottimistica e fissando prezzi di poco inferiori a quelli del
traghettamento, si rientrerebbe in oltre 100 anni soltanto dei 50%.
Il restante 50% (2,5 miliardi di Euro) graverebbe interamente sul bilancio
dello Stato, impedendo, di fatto, la possibilità di investire in altre infrastrutture
e servizi destinati allo sviluppo reale della Sicilia (e del Sud in generale).
2. Le caratteristiche geomorfologiche del territorio dello Stretto (zona sismica,
con forti venti e impreve-dibili correnti marine) pongono seri dubbi sulla sicurezza
dell'opera (i forti venti sullo Stretto rischiano di limitare l'agibilità del ponte ad
un terzo dei giorni dell'anno).
Non si sono adeguatamente valutati gli effetti tellurici poiché non si considera l'effetto
di scosse ravvicinate e tutte di intensità elevata, in un'area dove si registra la massima
attività sismica del paese, dove sono presenti "faglie aperte" e dove non è improbabile la
ripresa di un'attività tellurica elevata, sempre imprevedibile e dagli effetti incontrollabili;
3. Dal punto di vista ambientale non è stato adeguatamente considerato il grave impatto
dell'opera sull'ambiente marino dello Stretto, le cui peculiarità uniche rendono imprescindibile
la tutela di molte specie animali alcune anche a rischio di estinzione e particolarmente protette
da direttive comunitarie e da convenzioni internazionali;
stesso discorso per i vegetali che qui hanno creato una vera oasi nel Mediterraneo, particolarissima
e unica nel suo genere.
Gravi mancanze di tipo metodologico sono state rilevate negli studi di progettazione
e di fattibilità che sembrano aver tralasciato parametri importanti quali:
a) la mancata distinzione.tra le diverse scale d'impatto;
b) una lettura degli effetti realizzata soltanto per gli elementi principali del tracciato;
c) la sottovalutazione degli impatti del cantiere;
d) la mancata analisi delle alternative;
4. Non è stata svolta una seria trattazione delle problematiche urbanistico/territoriali connesse
alla realizzazione di una simile infrastruttura; la pianificazione urbanistica esistente,
comunale e di livello superiore, non prevede, infatti, il modello di sviluppo che
inevitabilmente si verrebbe a creare con la realizzazio-ne di tale opera e delle infrastrutture
necessarie a renderla funzionante (interi paesi verrebbero spazzati via dal previsto sistema di
tangenziali e circonvallazioni);
5. Tale opera è in piena contraddizione con il concetto di "mobilità e trasporto sostenibile"
soprattutto in realtà (Sicilia e Calabria), caratterizzate dalla mancanza di reti viarie,
ferroviarie (ci sono nella sola Sicilia 800 chilometri di rete ferroviaria da elettrificare e 1.440
chilometri da potenziare) e marittime che si pos-sano considerare adeguate alle esigenze del
territorio (la Sicilia, in particolare, è l'unica regione a non avere un Piano Regionale dei
Trasporti e, pur essendo un'isola, non ha un Piano dei Porti).
Nessun aeroporto dell'isola è attrezzato per l'atterraggio di voli internazionali che permetta
di viaggiare all'estero senza dover necessariamente transitare per gli scali dei Centro/Nord;
6. Esiste un'effettiva difficoltà connessa alla vastità delle aree da espropriare per realizzare
la viabilità di accesso al ponte, per le aree di rispetto stradali e per le aree di rispetto
per i problemi militari connessi alla realizzazione dell'opera e che in tal senso esiste un
parere negativo espresso dall'autorità militare che vede una simile opera difficilmente difendibile.
7. Nonostante tutti questi elementi contrastanti e che dimostrano il conflitto tra gli
obiettivi di sviluppo di un'intera regione e gli interessi (non del tutto chiari e legittimi),
il 10 ottobre 1997 il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici ha dato parere favorevole alla
costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
2. Richieste della Petizione
Da quanto premesso e da quanto contenuto nel Documento (in fase di elaborazione) si rende
necessario richiedere ai massimi organi di Governo nazionale e regionale, attraverso un'apposita
petizione (v. testo petizione Allegato 1), di:
1. Provvedere alla completa revisione del Piano Generale dei Trasporti, prevedendo per le
aree mediterranee e per la Sicilia, in particolare, interventi e scenari alternativi alla
costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, secondo una nuova concezione di mobilità e
trasporto intermodale e sostenibile, agendo su:
a) la riduzione del traffico su gomma trasferendo ingenti quote di trasporto merci e passeggeri,
sul cabotaggio marittimo e aeroportuale, rafforzando la struttura di porti ed aeroporti;
b) la drastica riduzione delle tariffe per il trasporto di passeggeri e merci da e per la Sicilia;
c) Il potenziamento delle infrastrutture e del sistema dei trasporti interni, in particolare del
sistema ferroviario.
2. Compiere tutti gli atti normativi ed amministrativi per abrogare la legge n. 1158 del 1971,
e sciogliere definitivamente la "Società per il ponte sullo Stretto S.p.A."
Formato Word
Formato PDF
SPEDIRE A: Messina Senza Ponte, Casella Postale 199, 98100 MESSINA